La repubblica giacobina. Il Terrore
La condanna a morte del Re le vittorie dall’esercito francese produssero una forte impressioni nelle corti europee che formarono una colazione contro la Francia.
Il 1 febbraio la Convenzione dichiarava guerra agli inglesi, olandesi e spagnoli, e l’allargamento del fronte e gli impegni di guerra costrinsero a prendere alcuni provvedimenti eccezionali, tra i quali la mobilitazione generale di tutti i cittadini, l’istituzione di un Tribunale rivoluzionario e la creazione di un Comitato di salute pubblica, composto da 9 membri e fornito di ampi poteri.
La Costituzione dell’anno I venne approvata il 24 giugno del 1793, molto più sensibile alle esigenze sociali del popolo, prevedeva il suffragio universale maschile, il riconoscimento del diritto al lavoro, l’istituzione civile del matrimonio e del divorzio, l’abolizione della schiavitù.
La costituzione non entrò mai in vigore perché i giacobini giudicarono opportuno rinviare le elezioni.
Nello scontro interno tra le varie fazioni i giacobini ebbero la meglio, 29 deputati e 2 ministri girondini vennero messi fuori legge, arrestati e ghigliottinati, si inaugurava la cosiddetta Repubblica Giacobina, scandita dalla feroce repressione e controllo del Comitato di salute pubblica diretto da Danton e Rebespierre.
Ebbe così inizio il drammatico periodo del Terrore, durante il quale venne istituito un esercito rivoluzionari, arrestati i sospetti ed epurati i comitati di sorveglianza.
Sconfitti i girondini, i giacobini si trovano nelle mani sì un enorme potere, ma anche dei gravi problemi a risolvere, quali le rivolte che scoppiano in più parti della repubblica e l’infelice situazione del popolo, per risollevare la quale Robespierre, Saint-Just e Carnot – esponenti dei giacobini – varano alcuni provvedimenti di tipo economico. Mentre Carnot riorganizza l’esercito rendendolo molto efficiente, Robespierre e Saint-Just, attraverso il Comitato di salute pubblica, svolgono il compito di tenere a bada i dissidenti, coloro cioè che sono contro lo spirito rivoluzionario e la rivoluzione stessa
Venne approvata la legge dei sospetti che conferiva al comitato l’assoluta liberta di repressione verso nemici o presunti tali.
Il governo giacobino assunse le caratteristiche della dittatura.
Risolti i problemi con la parte girondina, Robespierre, che ha praticamente assunto il comando della nazione, deve far fronte alle spaccature interne alla fazione giacobina: da un parte gli estremisti, seguaci di Hébert (Arrabbiati), dall’altra Danton, a capo degli Indulgenti, di colore che cioè sperano in una prossima fine della rivoluzione e del terrore giacobino. Robespierre risolve la situazione stringendo prima un’alleanza con la parte moderata e facendo giustiziare gli esponenti degli Arrabbiati, poi sciogliendola e mandando alla ghigliottina anche gli Indulgenti. A questo massacro fa seguito l’istituzione di un Tribunale rivoluzionario, il cui scopo è quello di punire i cosiddetti nemici del popolo, categoria all’interno della quale può trovar posto praticamente chiunque, a piacimento dei giudici (cioè del potere); per questi nemici, dopo cause sommarie, l’unica punizione espressamente prevista nella legge che istituiva i Tribunali, è la morte.
Verso la fine del 1793 la macchina repressiva del Tribunale rivoluzionario attuò quello che venne chiamato il Grande Terrore, durante il quale furono ghigliottinate 177 personaggi della vita politica francese, mentre i moti popolari controrivoluzionari che nacquero in Vandea furono soppressi col sangue.
Un aspetto importante del periodo del terrore fu la politica di cristianizzazione: le chiese vennero chiuse al culto cristiano e usate come luoghi di culto verso la dea Ragione, tutti i simboli del cristianesimo vennero distrutti e venne adottato un calendario repubblicano nel quale non comparivano i nomi dei santi.
In generale comunque questa politica non ebbe successo nella popolazione che rimaneva legata alla propria tradizione religiosa.
Tuttavia la politica repressione ed accentramento si rivelò un’arma a doppio taglio, Robespierre fu isolato, e dopo la vittoria dell’esercito a Fleurs con la quale cadeva una delle ragioni fondamentali del terrore venne portato alla ghigliottina.
Dopo il fallimento della monarchia costituzionale e della repubblica toccava ai termidoriani provare a chiudere la rivoluzione.